ASSAGGIA A6ZAMPE
Guida gratuita per una relazione pratica
Lo capisco… quella frustrazione che senti quando il tuo cane fa qualcosa che invece non dovrebbe fare.
Quella sensazione di “e ora dove ci metto mano?” senza però trovare una vera risposta.
Poi senti lo zio Peppino con il consiglio del “si è sempre fatto così”, che ha un pastore tedesco che da una vita fa tutto quello che vuole Peppino senza battere ciglio.
Allora ci provi anche tu ma niente.
Assolutamente niente.
Allora inizi a spulciare su Google, Instagram, TikTok, ChatGPT e — se sei davvero disperato — persino nei gruppi Facebook.
E dopo aver sentito tutto e il contrario di tutto, dopo aver provato timidamente a ripetere il consiglio del “quando tira al guinzaglio fermati”, decidi di rivolgerti a una figura.
Un addestratore o un educatore? Forse un riabilitatore? Forse un istruttore etologo? Chissà.
Ti butti e speri bene.
Ma niente. Anche questa volta.
Il cane è ancora reattivo, in giro ti senti ancora sconnesso da lui.
“Ma al campo è bravissimo eh”, così continui a fare quelle lezioni chiuse in un recinto controllato, dove un addestramento di base, la condotta e lezioni di gruppo con cani quasi sempre conosciuti dovrebbero miracolosamente risolvere l’ansia da separazione del tuo cane.
Come se non bastasse, dopo aver fatto così tanta fatica ad affidarti a qualcuno e chiedere “aiuto” (che lo sappiamo, facile non lo è mai) ti senti anche dire che il problema sei tu.
Che il cane è così per colpa tua, che non lo sai gestire, che non sei abbastanza capobranco (ops, ora si usa “leader”) e non sei abbastanza fermo.
Alla fine ti siedi su una sedia, guardi gli occhioni del tuo meraviglioso cane problematico e ripensi a tutte le aspettative che avevi quando lo hai preso…
Fare passeggiate serene, dormire insieme abbracciati, fare gite con mille altri cani…
e ti chiedi semplicemente cosa hai sbagliato.
Se sei abbastanza per lui, se lo stai capendo davvero, se ha bisogno di aiuto che tu non sai dargli…
E ti senti solo.
NON SEI SOLO
3 settimane per ricucire la relazione con il tuo cane
No, non sei solo e non è colpa tua.
Non voglio minimizzare il problema di nessuno, ma — se vogliamo essere sinceri — a volte è più l’atteggiamento verso il problema che il problema stesso.
Un cane che in appartamento non fa altro che abbaiare è un problema per noi e per i vicini.
Ma un cane che in una battuta di caccia non fa altro che abbaiare (per segnalare la sua posizione al cacciatore) è una risorsa importante.
Un cane reattivo che si allontana molto è un problema sia da libero che al guinzaglio, ma è una risorsa se deve radunare velocemente delle pecore lontane.
Se il tuo cane ti cammina sempre davanti mentre fate una passeggiata diventa un problema solo quando, aprendo Instagram, vedi “CinofiloFigoCapobranco2000” che ti dice che è un gravissimo problema e questo rivela la tua pochezza di proprietario medio.
(Nota bene: loro sono sempre i migliori.)
INDICE
MISSION
AUDREY
APPROCCIO
CASO STUDIO: ATENA
3 SETTIMANE PER UNA RELAZIONE PERFETTA
CHECKLIST RELAZIONE IN PRATICA
A6ZAMPE
QUAL È IL PROSSIMO PASSO?
BAU ACADEMY MISSION
Io amo utilizzare la relazione come strumento per aiutare il nostro cane nei momenti di difficoltà.
Ti spiego la sua importanza in questo modo:
C’è un bambino.
Sta esplorando per la prima volta la condivisione delle cose con altri suoi coetanei.
A causa di una sua fragilità, di compagni più forti o di una semplice difficoltà nell’interagire, entra in uno stato di forte frustrazione.
È in difficoltà, ma non sa cosa fare.

Si gira verso il suo caregiver, forse chiede aiuto, ma dall’altra parte non trova risposta. Viene lasciato da solo. Arrabbiato e insicuro…probabilmente si affiderà a ciò che conosce meglio: buttarsi a terra e piangere, spingere i compagni, lanciare gli oggetti o isolarsi nel silenzio.
A quel punto qualcuno lo definisce “maleducato” o “bisognoso di una sberla”.
E probabilmente quella sarà proprio la risposta che riceverà.

Bimbo cattivo? No. Bimbo trascurato, frustrato e forse anche spaventato…a cui è mancata la sicurezza di una relazione che lo ascolti, contenga e guidi verso la calma.
Allora come si fa a evitare che esploda?
Lo si punisce finché non diventa un educato bimbo modello che in realtà ha represso tutto e imparato nulla?
Spero di no.
La strada è un’altra: essere più presenti, più attenti, più disposti a capire.
Fare noi il primo passo.
Il cambiamento che cerchi nel tuo cane parte da te: significa che tu sei la risorsa più importante per lui.
Significa che è la vostra relazione lo strumento più forte.
Il mio obiettivo, la mission di Bau Academy, è farti sentire più sicurə, più consapevole… è farti sentire una guida serena.
E ti assicuro: quando tu diventi un proprietario sereno e centrato, il tuo cane inizia davvero a seguirti.

IL CAMBIAMENTO CHE CERCHI NEL TUO CANE PARTE DA TE
In questa guida ti mostro i primi 3 passi da cui iniziare, ma nel percorso A6ZAMPE andiamo molto più a fondo.
Se vuoi raccontarmi la tua storia, e capire da dove iniziare davvero in base alla tua situazione, lo possiamo valutare insieme in una call conoscitiva.
LA STORIA DI AUDREY
Non parlo di relazione a caso, e di certo non lo faccio per moda (anche se ultimamente tutti la citano) ma ne parlo per esperienza diretta.
Quando la mia cagnolina Audrey ha iniziato a mostrare le prime avvisaglie di reattività, ero davvero disorientata.
Conosceva i comandi di base grazie agli sport cinofili, ma in passeggiata perdeva quel “controllo” che apparentemente avevamo imparato ad avere a lezione.
Poteva affrontare una lezione con altri dieci cani, ma bastava incrociarne uno dietro un cancello, anche a distanza, per farla esplodere.
A essere del tutto onesta, la prima ad esplodere ero io. Non ero solo nel panico perché sentivo di non avere il controllo della situazione, ma anche perché Audrey mi stava “disubbidendo”.
Non mi ascoltava, non si fidava.
Vedevo reel di gente che si metteva il cane dietro il corpo e diceva:
“Vedi?! Se hai controllo sul tuo cane lui saprà che ci pensi tu a risolvere la situazione.”
Audrey, invece, pensava solo a come potermi sbattere per terra.
Mi sentivo arrabbiata e frustrata.
In colpa perché non ero una buona guida per lei.
Provavo vergogna perché ero persino una studente cinofila che andava ancora dall’istruttrice a fare lezioni… mica potevo far vedere che avevo questo problema? Cosa avrebbero pensato i colleghi? E sui social?
Avevo la testa piena di nozioni sparse e disordinate,, ogni volta che incontravo una situazione tesa rimanevo paralizzata da tutte le cose che sapevo di dover fare e da tutte quelle che non dovevo assolutamente sbagliare…altrimenti mi sarei giocata il rapporto con il cane.
Enormi aspettative su di me.
Enormi aspettative su come era giusto che Audrey fosse…un enorme velo davanti agli occhi che non mi faceva vedere quella che scoprii più avanti come una semplice verità.
Ci ho messo tempo… ma davvero tanto tempo a ricentrarmi in questa relazione.
Ho iniziato a lavorare sul senso di colpa che sentivo, a riconoscere che non tutto dipendeva da me e non tutto era colpa mia. Alcune cose erano semplicemente la scelta di Audrey. Ho imparato ad accettare l'errore iniziandolo a vedere non come il nemico, ma come una risorsa. Ho capito quanto il giudizio degli altri e il bisogno di essere all'altezza delle aspettative condizionasse la mia serenità. Ho capito quanto tutto questo c'entrava molto di più con il mio bisogno di controllo che con il resto.
E lì, proprio in quel punto, ho scoperto che il controllo non esiste. Che volerlo applicare per forza nella vita e sui nostri cani è soltanto la nostra necessità di sentirci a posto con l’autostima e la sicurezza.
Ho imparato ad accogliere gli imprevisti, a trasformare la frustrazione in calma, a concedermi il diritto di respirare. (Ci sto ancora lavorando che sia chiaro)
Mi sono piano piano trasformata in una presenza regolante per Audrey: non il proprietario che va fuori di testa prima del cane quando vede un pericolo, ma il proprietario che, grazie alla sua calma, sa rassicurare e accogliere la preoccupazione del proprio cane dicendogli:
“Non ti preoccupare, ci penso io.”
Ma pensarci davvero, con la mente libera e in pace.
Insomma, Audrey ha iniziato a venirmi dietro.
Ha iniziato a calmarsi, a fidarsi, a capire che io c’ero ed ero mentalmente presente e che, se si fosse appoggiata a me, poteva stare al sicuro.
Lo dirò ancora più semplicemente:
Il cambiamento che cercavo in Audrey è partito da me.
Con pazienza e ascolto sincero, ho capito che non si trattava solo di esercizi, ma di ricucire una relazione. Non era più questione di controllo, ma di comprensione.
Oh non fraintendermi:
il cambiamento “parte da te” significa che è un percorso lungo.
Non è qualcosa che si ottiene in “10 lezioni cane perfetto o soddisfatto o rimborsato.”
Quello che puoi ottenere, invece, è un cane che ha gli strumenti emotivi per affrontare le situazioni, grazie alla tua guida…e non un cane che è "zitto zitto" perché ha paura di sbagliare.

E spero che anche tu nel tuo percorso possa trovare queste nuove consapevolezze.

In questa nuova relazione con Audrey, la prima cosa che faccio non è più voler cambiare a tutti i costi le cose sbagliate che IO credo Audrey faccia…cerco invece di capire perché fa qualcosa, cosa prova, come si sente e di cosa ha bisogno per superare la situazione. Non ho fretta di generare e forzare un cambiamento.
E questo — c’è da dirlo — è un approccio del tutto diverso dai classici.
Per la cronaca, vorrei specificare di nuovo quanto tutto questo possa sembrare filosofico ma abbia invece delle radici scientifiche.
Qui trovi delle pagine semplici e fruibili:
Co-regolazione emotiva
Teoria polivagale

Tutto questo lo affronto nel percorso A6ZAMPE, dove non ripetiamo a memoria esercizi ma iniziamo davvero a capire e guidare
La volta in cui Audrey mi ha sbattuto per terra trascinandomi di peso
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Audrey reattiva e Audrey che migliora
APPROCCIO
Qui di seguito uno schemino semplice semplice per farti capire come funzionano i classici approcci che si trovano in giro:
Metodi Classici
Costruzione di legami tramite esercizi. Più si ripete un esercizio, più il cane dipende da te. Obbedienza e controllo sono la base per affrontare tutti i problemi.
Il Problema
Questo ti impedisce di prendere una parte attiva nella relazione perchè sei sempre concentrato a fare richieste e ad applicare schematicamente delle regole.
La Dipendenza
Questo ti lega inevitabilmente al professionista che deve sempre darti esercizi diversi per ogni diversa situazione che incontri nel tempo.
Quando ho iniziato a lavorare con i cani, anche io cercavo di affrontare ogni problema partendo dagli esercizi standard da imparare nel campo. Ben presto però ho capito che se anche questi avevano una utilità nell'appagare il cane, nel dargli competenze e nell'avviare delle basi di relazione e comunicazione…veniva più solitamente scambiato per "ora avrò finalmente un cane sotto controllo che risponderà a quello che gli chiedo" per poi andare in crisi se il cane non resta in terra-resta di fronte ad un altro cane che gli abbaia contro.
CASO STUDIO: Atena
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IL CASO DI ATENA
Atena è stata per me un cane davvero importante.
Quando ho fatto la call conoscitiva con la proprietaria, la prima cosa che ho pensato è stata:
“Ok, non so dove metterci mano.”
E in realtà ero molto vicina a dirle che non avrei potuto iniziare un percorso con loro.
Atena mi sembrava un cane molto complesso.
Un mix tra border collie e australian, cresciuta senza madre e abbandonata per strada dai pastori.
Verso la proprietaria sembrava molto aggressiva: si scagliava contro di lei con tutta la sua forza, pronta a prenderle i vestiti e strattonarla con violenza.
La proprietaria, quando subiva questi attacchi, era disperata.
Provava rabbia per il “tradimento” — dopotutto l’aveva salvata, accudita e sfamata — ma anche frustrazione e impotenza per non sapere cosa fare.
Io dovevo aiutarle online, quindi figurati.
Ero totalmente in crisi.
La cosa che mi ha convinta ad accettarle come caso è stata questa frase:
“Prima di te ho già fatto una call con un noto cinofilo sui social, e in 15 minuti, ha capito che poteva ridarmi un cane nuovo e perfetto in 10 lezioni. Me lo ha garantito.”
Ok. Fermi tutti.
Ho sentito bene?
Un cane perfetto, con queste faticose premesse, in dieci lezioni online?
Non potevo assolutamente rischiare che finissero in mezzo a un vortice di promesse insensate spillasoldi, anche perché avevano già fatto un altro percorso.
E in realtà è stata proprio lì la chiave di volta.
Ho scoperto che Atena non era un cane difficile, ma un cane che aveva una voce e pretendeva di essere ascoltata.
Avevano detto alla proprietaria di non lasciare mai giochi a disposizione e di decidere lei quando e come giocare.
Di andarci piano — o quasi nulla — con i masticativi, perché poi “le veniva da distruggere”.
E poi mancavano tutta una serie di altri consigli, entrati nella routine quotidiana, che ammetto di aver rimosso dalla mia mente.
Ora, lascia che ti traduca quello che era stato detto di fare alla proprietaria:
“Ignora il tuo cane. Ignora i suoi bisogni.”
E lascia che ti spieghi cosa si sentiva dire Atena:
“A me non importa di come ti senti o di cosa hai bisogno. Devi ascoltare me, ma io non ascolterò te.”
Alcuni cani si arrendono passivamente a questo, ottenendo così il famoso “cane calmo che ha fatto addestramento e ora dove lo metti sta, che neanche si sente.”
Ma tantissimi altri cani invece non ci stanno.
E allora arrivano reattività, abbai, assenza di richiamo, distruttività e tanto altro.
“Se tu non mi ascolti, urlerò finché non lo farai.”
Ecco da dove nascono i cani ingestibili.
Dunque, entrando nel sodo…
una volta messo a fuoco il problema, abbiamo iniziato esattamente da lì:
osservazione, ascolto, connessione.
  • “Cosa mi stai dicendo?”
  • “Cosa ti serve?”
  • “Come posso aiutarti e farti sentire al sicuro?”
Atena aveva bisogno di sentirsi accolta e compresa, quindi abbiamo tolto tutto ciò che ostacolava questa cosa.
Partendo proprio dagli oggetti da distruggere.
Vuoi distruggere tutto? Ne hai bisogno?
Prego, fallo.
Senza contegno né ritegno.
Sfogati, riempiti di benessere.
E così, pian piano, Atena ha smesso di attaccare la proprietaria.
(Ma avevamo deciso di chiamare le cose con il giusto nome: sfogarsi sulla proprietaria)

Ha anche smesso di scappare via per non farsi acciuffare e a tornare al richiamo, anche se non ci avevamo lavorato.
Atena ha iniziato a vedere nella sua umana una complice, un sostegno… e non più l’origine dei suoi malesseri.
Atena e la proprietaria mentre lavorano ad una routine sostenibile e appagante.

RISULTATI OTTENUTI
1
Routine sostenibile
2
Meno frustrazione e sensi di colpa, più serenità
3
Più fiducia reciproca, chiarezza mentale e una solida relazione
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Non è cambiata solo Atena… E' cambiata soprattutto la proprietaria. E questo i miei studenti lo sanno molto bene: il percorso A6ZAMPE trasforma entrambi.

EDUCO TE, NON IL TUO CANE.
Con una relazione chiara, più autostima e sicurezza ed una vera chiarezza mentale di cosa succede e come agire, i problemi sono diventati gestibili o si sono risolti del tutto.
Se leggendo ti sei rivisto in questa storia e vogliamo parlarne in modo più approfondito, possiamo farlo unknown link.
3 SETTIMANE PER LA TRASFORMAZIONE
Comunque il mio scopo in questa guida è di poter far assaggiare anche a te il potenziale della tua relazione e avviarti verso la trasformazione. Per questo motivo ho preparato 3 settimane in cui ti guido passo passo verso i primi cambiamenti. Prenditi il tuo tempo, portati dietro l'esercizio per tutti i 7 giorni della settimana (o anche di più se ti serve) e ricorda:
1
Non avere fretta di generare un cambiamento nel tuo cane
2
Il bisogno di controllo e la fretta sono una cosa nostra
3
Non dei cani
Ogni settimana ti accompagnerò in uno step diverso del nostro viaggio che ti farà scoprire qualcosa di nuovo su di te e sul tuo cane:

Ti accorgerai che inizierai a camminare A 6 ZAMPE… con lui.
3 SETTIMANE per la trasformazione
Settimana 1 - CONOSCI
Il primo passo è riuscire a vedere il nostro cane per davvero.
Osserva il tuo cane senza giudizio. Lascia andare le aspettative e cerca di cogliere le sue vere reazioni ed emozioni.
Ti dico questo perché prima di poterlo guidare, lo devi conoscere. Quindi prenditi un po' di tempo semplicemente per osservarlo:
1)Cosa comunica con il suo corpo?
2)Che emozione ti sta trasmettendo?
3)Quando incontra un ostacolo si vuole avvicinare o allontanare?
4)Quali sono le sue preferenze?
5)Ti sembra più spaventato o eccitato?
6)Se lo lasci fare cosa succede per davvero?
Quando smettiamo di voler controllare, iniziamo a comprendere.
Quando ho smesso di credere e volere che Audrey fosse come volevo io (un dolce cane gentile compagnone e amante delle coccole) ho imparato CHI era davvero e come poterla aiutare.
Esercizio
Durante la giornata mentre fai qualche attività con il tuo cane tipo passeggiare…osservalo per un po' di tempo in silenzio e senza intervenire in nessun modo. (N.B. resta in sicurezza!)
Annota le cose che vedi e come ti fanno sentire.
✏️ Scrivi qui:
Cosa fa se NON gli impedisco di fare qualcosa?
Es:
  • Se non gli impedisco di andare in reattività su un cancello, smette da solo?
  • Se non gli impedisco di annusare una cacca o una schifezza da terra, in realtà non la mangia?
  • Se gli lascio la libertà di decidere quando essere toccato, scopro che in realtà non gli fanno impazzire le coccole?

Lo so…è un esercizio di fiducia e per i cani già molto grandi e con problemi avviati (es. mangio tutto quello che trovo in giro) può essere complesso questo esercizio…ma a parte per i problemi consolidati, prova lo stesso a farlo.

Che lato ho scoperto del mio cane lasciandogli più libertà di esprimersi?

RICORDA. QUESTO ESERCIZIO E' DI OSSERVAZIONE. Il punto è mettere di lato le proprie idee e aspettative e permetterci di conoscere CHI E' il nostro cane, e non chi pensiamo o vorremmo che fosse.

TIP
Nonostante l'empatia sia uno strumento fondamentale servono anche delle basi tecniche. Ti suggerisco queste letture per iniziare a capire in modo più efficace quello che ti sta dicendo il tuo cane (puoi cliccare sui link):
Ovviamente, nel mio percorso parlo in modo approfondito di come conoscere il proprio cane.
Se osservando il tuo cane hai scoperto qualcosa di nuovo, raccontamelo.
Mi piace leggere le prime scoperte: sono spesso l’inizio di grandi cambiamenti.
Puoi scrivermi QUI
3 SETTIMANE per la trasformazione
Settimana 2 - COMUNICA
Comunicare attivamente porta la relazione su un altro livello.
Si può comunicare a casa, in libertà, al guinzaglio e persino mentre stiamo facendo altro. Il primo passo da fare è quello di allenare la comunicazione non verbale prendendo consapevolezza dei segnali che manda il nostro corpo e di come il cane li legge. E' sorprendete scoprire che il cane può ascoltarci anche senza alzare la voce o senza grandi mosse. A volte mi basta solo guardare Audrey di traverso o schiarirmi la voce e lei ha già capito.
Comunicare non significa dare comandi (Va a terra! Da la zampa!), ma significa entrare in contatto. Oggi scoprirai che puoi parlare al tuo cane anche senza voce perchè, come spero avrai ormai capito, il corpo racconta molto di più delle parole.
Il modo in cui ti muovi, respiri, ti fermi o cambi direzione — è tutto linguaggio.
Esercizio
Fai una breve passeggiata in un posto tranquillo. Qui il tuo cane deve dovrebbe essere libero ma se non ce la fai usa pure una lunghina di almeno 10 metri, dovresti simulare la libertà.
Prova a cambiare direzione senza dire nulla e senza chiamarlo ma solo muovendo il corpo e girando la punta dei piedi verso dove vuoi andare.
Osserva se e come ti segue. Non tirare il guinzaglio, non chiamarlo. Dagli tempo.
✏️ Scrivi qui:
Cosa ho scoperto sul mio modo di comunicare?
Mi trovo in difficoltà se non posso usare la voce?
Trovo difficoltà a farmi capire se non uso l’imposizione (es tirare il guinzaglio) con il mio cane?
Ho scoperto qualcosa di nuovo sul mio cane?
Quando impariamo a comunicare non serve più sbracciarci per farci ascoltare. Il nostro cane ci segue per il semplice fatto che ora ci capisce.

TIP
Ecco un esercizio che puoi imparare a fare che ti permetterà in passeggiata di smettere di tirare a destra e a manca il tuo cane, cosa che frantuma la relazione:
Vai in passeggiata con una pettorina e un guinzaglio lungo. Mentre cammini, in un posto senza stimoli, cambia la direzione: va a destra, sinistra o fa dietrofront:
  • Gira i piedi verso la direzione in cui devi andare.
  • Mantieni il contatto visivo con il tuo cane.
  • Non chiamarlo, tirarlo, adescarlo, invitarlo a seguirti.
  • Se ti sta tirando, non farti trascinare.
Lasciagli tutto il tempo che gli serve per riflettere. Ti seguirà perchè leggerà la tua comunicazione non verbale. Nel mio percorso c'è una intera lezione dedicata alla comunicazione e come migliorarla.
Ogni volta che entri in comunicazione con il tuo cane, rinforzi la relazione.
Se vuoi approfondire come migliorare la tua comunicazione quotidiana, nel percorso A6ZAMPE dedico un’intera lezione pratica a questo tema.
3 SETTIMANE per la trasformazione
Settimana 3 - RELAZIONATI
Costruisci una routine che rispetti i bisogni del cane e i tuoi limiti. Essere una guida significa trasmettere serenità e sicurezza:
i comportamenti problematici si ridurranno quando il cane si sentirà compreso e sostenuto.
Ma indovina un po' cosa sto per dirti? Eh si… il cambiamento parte da te.
Non te lo aspettavi vero?
È importante che tu lavori sulla tua calma, che abbi chiarezza mentale di cosa sta succedendo e cosa devi fare.
La serenità del cane nasce dalla tua.
Prima di poter aiutare il tuo cane, devi aiutare te stessə.
La calma è contagiosa, proprio come la tensione.
Non é filosofia, non è una pillola magica, si chiama co-regolazione emotiva (vedi l'inizio della guida). E funziona per le emozioni positive ma purtroppo anche per quelle negative:
Quando ti irrigidisci, lui si tende.
Quando tu hai paura, lui si preoccupa e spaventa.
Quando tu sei sereno, lui si fida e ci prova.
Non puoi mentire ad un cane, mai.
Lui sa sempre chi sei e cosa stai provando perché ti legge come nessuno e anche perché sente i battiti del tuo cuore, gli odori e ormoni che produci in relazione al tuo umore oltre a quella scia impercettibili di indizi che lasci in giro, ma che lui vede benissimo.
Ecco perché non puoi gestire la reattività del tuo cane con una "condotta al piede" mentre tu dentro stai morendo di panico.
Se tu non ti centri, lui non farà progressi.
Esercizio
Prima di una situazione difficile (una passeggiata, un incontro, un rumore):
1. Inspira per 4 secondi gonfiando la pancia
2. Trattieni il fiato per 4
3. Espira lentamente per 6
4. Ripeti per qualche minuto
Muovi le spalle, portale in basso e staccale dalle orecchie.
Chiediti:
Sono davvero in pericolo? Cos'é la cosa più brutta che può davvero succedere in questo momento? E' solo possibile o è probabile?
Fai quello che devi con questa nuova serenità e se il tuo cane continua a fare il pazzo…pazienza.
È stata una sua scelta.
Non perdere occasione di fare l’esercizio numero uno.
E mentre metti a ruota questi due esercizi… guarda il tuo cane. Nota cosa cambia in lui quando cambi tu.

Beh ovviamente non vedrai un miracolo dal giorno all'indomani soprattutto se stai facendo questo percorso da solo ma ci siamo capiti. Questo d’altro canto é solo un assaggio.
Rifletti:
  • Cosa succede al mio cane quando io sono più calmo?
  • Cosa succede a me quando smetto di controllare e inizio a respirare?

TIP
  • Imposta limiti e confini. Non devi dare tutto al tuo cane o non resterà nulla per te.
Soprattutto nelle fasi difficili della vita, prenderti delle pause per te stesso è fondamentale per ricaricarti.
Ricorda che la relazione va in due direzioni:
se lui è ansioso e teso lo sei anche tu.
Ma se tu sei ansioso e teso lo è anche lui.
Se ti sei accorto che quando tu cambi, cambia anche lui,
forse sei pronto per fare un passo in più.
Cosa possiamo fare insieme lo puoi approfondire QUI
CHECK LIST RELAZIONE IN PRATICA
1 - OSSERVA
Osserva senza voler cambiare
  • Oggi ho osservato il mio cane senza intervenire o correggere?
  • Ho notato un comportamento nuovo o un’emozione che non avevo mai colto?
  • Gli ho lasciato la libertà di scegliere (annusare, allontanarsi, esplorare)?
  • Ho evitato di etichettarlo (“testardo”, “pigro”, “agitato”) e invece ho provato a capire cosa stava vivendo?
2 - COMUNICA
Usa il corpo più delle parole.
  • Ho fatto attenzione a come mi muovo e a come il cane reagisce ai miei movimenti?
  • Ho respirato e rallentato invece di richiamarlo o tirare il guinzaglio?
  • Ho notato un momento di connessione silenziosa, in cui ci siamo capiti senza voce?
  • Ho rispettato i suoi tempi, senza imporgli i miei?
3 - RELAZIONATI
Crea equilibrio tra i suoi bisogni e i tuoi.
  • Oggi ho verificato come mi sento prima di relazionarmi con lui? (Calmo, agitato, teso?)
  • Ho respirato prima di affrontare una situazione difficile?
  • Mi sono concesso una pausa quando serviva, invece di forzare un momento insieme?
  • Ho ricordato che non devo essere perfetto, ma presente e sincero?
4 - RIFLETTI
Ogni giorno può insegnarti qualcosa su di voi.
  • Cosa ho imparato oggi sul mio cane?
  • Cosa ho imparato su di me? In cosa siamo migliorati insieme?
  • In cosa ho ancora bisogno di aiuto o chiarezza?
💭 RICORDA:
La relazione non si costruisce in un giorno, ma in tanti piccoli momenti consapevoli.
Ogni sguardo, ogni respiro condiviso, ogni tentativo conta.

FAI UN CHECK FINALE
QUANTO TI SENTI CONNESSO ADESSO AL TUO CANE?
📓Bonus: Diario delle scoperte
Stampalo o compilalo digitalmente ogni giorno.
Questo non è un esercizio tecnico ma è uno spazio per ascoltare.
Un piccolo rituale quotidiano per notare cosa cambia in te e nel tuo cane mentre metti in pratica i tre passi che hai appena scoperto:

Non servono grandi cose — solo qualche minuto, una penna e la voglia di osservare senza giudicare.
💬 Ogni giorno rispondi a tre domande semplici:
1️⃣ Cosa ho notato oggi nel mio cane che prima non vedevo?
(Un gesto, un respiro, uno sguardo… qualcosa di minuscolo che mi ha fatto capire come si sente.)
Qui sotto spazio per scrivere:
2️⃣ Cosa ho provato io in quel momento?
(Serenità, sorpresa, frustrazione, tenerezza… metti nome alle tue emozioni.)
Qui sotto spazio per scrivere:
3️⃣ Qual è una piccola cosa che domani posso fare diversamente?
(Un respiro in più, un movimento più lento, una parola in meno.)
Qui sotto spazio per scrivere:

✍️ Esempio
"Oggi ho notato che se non lo chiamo in continuazione, lui é meno stressato e mi guarda più a lungo.
Mi sono sentita più considerato da lui. Domani voglio provare a fare questa attività guidandolo solo con il corpo.

🌱 Dopo una settimana
Rileggi le tue note e chiediti:
Quali momenti mi hanno fatto sentire più in relazione?
Cosa è cambiato nel nostro modo di stare insieme?
Che lezione imparata voglio portare con me?
Spesso il cambiamento è già iniziato, solo che non ce ne accorgiamo. —
Il diario serve a vedere ciò che la fretta ci fa perdere. Nei miei percorsi A6ZAMPE inserisco il modulo A e modulo B proprio per vedere con i propri occhi la strada che si è fatta. Nel modulo A mi spieghi il tuo punto di partenza pratico (come ti senti e cosa affronti) nel modulo B invece si descrivono i cambiamenti vissuti.

💌 Ti va di condividere una scoperta con me?
Se ti va, raccontamela: mi piace leggere come ogni coppia umano-cane trova la propria armonia. E se leggendo questa guida, hai sentito che vuoi capire come continuare davvero questo cambiamento, parliamone nella call gratuita: prenotala qui.
Il tuo punto di arrivo
Queste tre settimane ti hanno già permesso di iniziare a:
Capire meglio il tuo cane
Sentirti più presente e meno confuso
Vedere che la relazione può ripararsi
Non è una pillola magica.
È il primo passo verso la tua nuova relazione.
Hai imparato a osservare invece di controllare,
a respirare invece di reagire,
a comunicare invece di comandare.
E se hai sentito anche solo una piccola differenza dentro di te, significa che il cambiamento è già iniziato.
Ora il prossimo passo è continuare.
Con calma, con fiducia, con consapevolezza.
Perché la relazione che desideri si è già avviata verso la trasformazione.

“Quando cambi tu, il tuo cane inizia davvero a seguirti.”
QUAL È IL PROSSIMO PASSO?
Se non ci conosciamo ancora…
Io sono Jamila, educatrice cinofila e fondatrice di Bau Academy.
Aiuto le persone a riparare la relazione con il proprio cane attraverso l’ascolto, la calma e la comprensione reciproca. E si, anche tramite esercizi pratici e concreti, lezioni individuali, passeggiate di gruppo, consulenze e un massivo uso di studi e ricerca scientifica.
Questa guida è solo l’inizio.
Se vuoi capire da dove ripartire nel tuo caso, possiamo parlarne insieme in una call gratuita:
in pochi minuti ti aiuterò a capire dove sei e come puoi iniziare a migliorare la vostra quotidianità e a risolvere i problemi.
Ti aspetto per conoscerti e ascoltare la tua storia.
IL CAMBIAMENTO CHE CERCHI PARTE DA TE
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